Superstitio. Walter Belardi

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  •  2-12-2018
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Автор:Walter Belardi
Издателство:Istituto di glottologia universita di roma
Страници:110
Корици:Меки
Година:1976
Броя:1
ISBN: Тегло (гр.): Формат: 140 / 200 Състояние: Мн. добро
Superstitio - Walter Belardi

INDICE
Premessa............pag. 7
I. Il dissidio tra superficie e sostanza .... » 11
II. Filologia e comparativismo......» 13
III. I tentativi del passato.......» 16
IV. Super- e la nozione dell’eccedere.....» 23
V. Superstitio e religio-, le istanze di una distinzione. » 27
VI. Superstitiosus nella commedia e nella tragedia » 31
VII. La reazione dell’età enniana......» 35
Vili. Cicerone e la condanna etica......» 40
IX. Superstes nel diritto romano arcaico ....45
X. Superiorità e sopravvivenza......» 72
XI. Il sovrastare e il conoscere......» 77
XII. Dal celtico all’iranico........» 83
XIII. Conclusione..........» 96
Indice dei luoghi citati.........» 99
Indice dei termini citati........» 104
Indice degli autori citati........» 108

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PREMESSA
La tesi sostenuta in questo studio è stata già delineata in breve nel mio ultimo volume dal titolo II linguaggio nella filosofia di Aristotele, Roma (Kappa) 1975, p. 160 e sg.

Qualche spunto era già rintracciabile presso E. Boisacq, Dictionnaire étymologique de la langue grecque, Heidelberg-Paris 1938, p. 268 {vedi qui nota 71), e, più recentemente e con maggiore ampiezza, presso G.P. Shipp, in « Antich-thon », 3 (1969), pp. 29-31. Ma per me il punto di partenza è stata una frase (derivata dal Marstrander, in « Ériu », 5, p. 251), che si legge presso H. Lewis - H. Pedersen, A Concise Comparative Celtic Grammar, Gottingen 1937, p. 26 (cf. anche p. 27), a proposito dell’etimologia dell’irlandese antico ire ss ‘fede’. L’idea si è poi sviluppata e consolidata attraverso lo studio di ciò che Aristotele dice circa lo specifico della intuizione e della nominazione.

L’opportunità di dare forma più ampia al tema mi è stata suggerita dalla costatazione della grande confusione e della estrema incertezza di idee sull’origine di superstitio, che ancora oggi dominano la scena dei nostri studi di linguistica, di filologia, di storia culturale e di storia religiosa. Confusione e incertezza si ritrovano in recentissime enciclopedie autorevoli (basti citare: Der kleine Pauly, s.v. Aberglaube) come pure in trattazioni sistematiche di questi ultimi anni (per es., presso H. Wagenvoort, Wesenzüge altrömischer Religion, in Aufstieg und Nie der gang der römischen Welt [Festschrift J. Vogt], I, 2, 1972, p. 359; cf. anche il saggio di S. Calderone, ibid., pp. 377-396). D’altra parte, non accettabili mi sono sembrate recenti proposte di interpretazione avanzate da studiosi di problemi linguistico-culturali, come E. Benve-niste nel suo volume Le vocabulaire des institutions indo-européennes: 2. Pouvoir, droit, religion, Paris 1969, pp. 273-279, о da studiosi di questioni filologico-culturali, come L.F. Janssen nella sua memoria Die Bedeutungsentwicklung von ‘superstiti /superstes’, in « Mnemosyne », 28 (1975), pp. 135-188.

Purtroppo, gli esempi citati sono costituiti da autori e da opere di notevole importanza e di ampia circolazione nel mondo dei nostri studi *, con la conseguenza che i buoni spunti sopra ricordati continuano a passare inosservati.

Collateralmente, la presenza di superstes in una formula giuridica arcaica, pur documentata soltanto due volte, pone problemi delicati di interpretazione della lettera del testo e del significato giuridico della figura del « superstes » nelle legis actiones. Nella trattatistica moderna concernente il processo civile romano arcaico non si incontrano in proposito spiegazioni adeguate e soddisfacenti.

L’angolazione particolare data al presente saggio deriva
1 Sembra che il citato libro di E. Benveniste venga presto tradotto in italiano. Esso potrà dunque pervenire anche tra le mani di persone culturalmente poco provvedute; tanto maggiore sarà allora il danno che deriva da un’opera scritta da tanta autorità con molta fantasia ma anche con molta fretta e molta imprecisione. Le idee brillanti nella scienza non servono se si fondano sul falso о sulla distorsione della realtà. Che un’opera simile sia uscita dalla penna gloriosa di E. Benveniste è motivo di profondo rammarico. Si legge nella prefazione che si tratta per lo più di appunti di lezioni riuniti insieme da allievi, noi diremmo senza il consenso del migliore Benveniste, da cui tutti imparammo.

dal convincimento che i soli mezzi della filologia, siano pure essi indispensabili per portare luce sulla documentazione storica, sono del tutto inadeguati a impostare e risolvere il problema delle origini del gruppo lessicale cui appartiene superstitio.

La filologia ci porge i mezzi euristici necessari per giungere a delineare una storia semantica del gruppo e a individuare l’incidenza che su di essa hanno avuto gli atteggiamenti critici che emergono nelle età di Ennio e di Cicerone, ma per la preistoria unico strumento efficace di indagine e di spiegazione si rivela il metodo comparativo interlinguistico.

Si vedrà, nelle conclusioni, come il dato raggiungibile per la preistoria si configuri, nel caso nostro, in maniera alquanto insolita, ma non incongruente, direi, con la tesi secondo la quale è possibile ricostruire, di regola, non forme funzionanti ma solo princìpi di funzionalità associati a possibilità formali, come conto di mostrare nel numero prossimo di questa Biblioteca.

о2. Superstitio

Категория › Италиански език

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