La lingua italiana insegnata agli stranieri

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  •  11-10-2018
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Автор:Enzo Amorini, Alberto Mazzetti
Издателство:Le Monnier - Firenze
Страници:246
Корици:Меки
Година:1974
Броя:1
ISBN: Тегло (гр.): Формат: 165 / 235 Състояние: Добро
Италиански език
Introduzione
1. - Questo testo è nato dal reale bisogno di fornire studenti e docenti di corsi per principianti di uno strumento più adatto alle esigenze che in questi ultimi anni si sono venute manifestando.

Come si vedrà la partenza, о lo spunto base, è sempre quella del metodo orale, che ha dato e continua a dare ottimi risultati nell'insegnamento di ogni lingua. Vi abbiamo innestato elementi di strutture di frasi, dalle quali si è partiti per ampliare - in sviluppo di conversazione - quella base minima di vocabolario, servendoci di varianti molteplici tratte sempre da una situazione.

Scorrendo il testo si noterà una gradualità capillare nell’inserire, a tempo debito, nuove parole verbali della stessa categoria di tempo e di altre categorie secondo un concetto di frequenza delle parole verbali stesse. Questo concetto di frequenza si segue fondamentalmente nell'introdurre nuove parole di qualsiasi tipo, limitandoci al Vocabolario minimo delle lingua italiana per stranieri curato da Ignazio Baldelli e da Alberto Mazzetti.

Diciamo subito che dal numero di vocaboli compresi in quel dizionario, ci siamo allontanati soltanto nelle spiegazioni delle poesie introdotte e nelle lezioni guida per lo studio del vocabolario.

2. - È ben noto che l’insegnamento di una lingua, specialmente al primo livello, per essere efficiente deve fare a meno di spiegazioni grammaticali, che sono troppo astratte e spesso retoriche. Siccome però qualche spiegazione bisogna darla, vogliamo suggerire altri modi per far capire una determinata struttura di lingua. Ad esempio l'incasellare, come abbiamo fatto, una struttura di base di lingua, separando in scatole i singoli elementi, fa apparire in modo visivo quella certa relazione fra le singole parole.

Per quanto riguarda i verbi о Parole Verbali (P. V.), già quella prima caratterizzazione che noi facciamo con gli elementi morfofonematici in -RE ed in -ТО serve ad introdurre un discorso sintetico di parole verbali in -RE ed in -TO invece di usare le definizioni di « infinito » e di « participio passato ».

A prima vista potrebbe sembrare che questa innovazione possa complicare quel processo di spiegazione minimo invece di semplificarlo. L'esperienza però ha dimostrato che lo studente sollecitato in tal modo nella sua intelligenza intuitiva, accetta queste espressioni basate sulla realtà del suono.

Se Vogliamo raffigurare in modo visivo il procedimento che suggeriamo per presentare la lingua in ogni sua unità, possiamo servirci di una immagine raffigurante un doppio cono nella forma di una clessidra:
la base superiore rappresenterà il primo momento di contatto con la lingua, in cui questa viene presentata agli studenti per mezzo di messaggi e con frasi situazionali. Il secondo momento è rappresentato dalla fascia centrale del primo cono rovesciato in cui si hanno esercitazioni strutturali, effettuate in classe e al laboratorio linguistico per raggiungere quell'automatismo indispensabile nell'uso della lingua. La punta del cono rappresenta il momento della riflessione grammaticale, momento in cui il discente prende coscienza delle molteplici varianti che sono alla base della lingua (questa fase coincide con quelle scatole introdotte con la dizione Momento grammaticale).

Da questa fase si scende alla fascia intermedia del cono sottostante, in cui si avranno esercitazioni del tipo già fatto, ma con strutture più complesse e con la consapevolezza di quanto già appreso nel precedente momento di riflessione grammaticale. L’ultima fase poi, che coincide con la base del secondo cono della nostra clessidra immaginaria, rappresenterà non più un mezzo, ma ¡1 fine, cioè l’uso naturale, spontaneo della lingua.

Chiarito lo scopo delle scatole con dizione Momento grammaticale resta da dire qualcosa sulle scatole e grafici che abbiamo introdotto nel testo.

Premesso che ognuno si dovrà sentire libero di creare ogni altro tipo di rappresentazione visualizzata secondo la propria esperienza, sensibilità ed immaginazione, ne distinguiamo quattro tipi essenziali da noi usati:

a) il tipo di scatole per far distinguere i diversi elementi di struttura di una data frase, che rappresenta a sua volta il messaggio о situazione (si vedano ad es. le scatole di questo tipo alle pagg. 1/1, 2/111, 3/V ecc.);

b) il tipo di scatola per fraseologia articolata, in cui una semplice linea verticale rende possibile la combinazione degli elementi racchiusi nella sezione di sinistra con quelli della sezione, о delle sezioni, di destra;

c) linee e scatole poi trovano una combinazione sintetica per l’introduzione-spie-gazione di rapporti-relazione fra nome e nome (si veda ad es. a pag. 10/XV);

d) diagrammi (del tipo assi cartesiani) per far vedere certe relazioni di tempo in determinate situazioni più complesse, per cui si evita un dispendio inutile di tempo su disquisizioni del tipo « consecutio temporum et modorum » tanto care a coloro che vogliono sfoderare la solita retorica pomposa e vuota, la quale, ingolfando le menti, ritarda il suo naturale funzionamento.

Come si vede ora più concretamente si è cercato di usare ogni possibilità offertaci da una grafia rappresentativa per muovere - attraverso l'occhio - l’intuizione e l'immaginazione.

3. - Si è diviso il presente testo in nove parti, ogni parte in momenti о unità indicati da un numero romano. Ogni unità comprende un certo numero di situazioni, rappresentata ognuna da una frase completa. Di queste si danno a volte delle varianti in Çprma-sviluppo conversativo о in varianti in forma-aspetto diverse.

Ogni insegnante si regolerà sulla quantità di situazioni da trattare in ogni momento-unità di lezione, sia in riferimento al numero, sia alla qualità degli studenti che formano la sua classe.

Gli esercizi non sono mai dati a tranello, cioè insistendo su parti eccezionali dello sviluppo della lingua. Si è cercato di mettere lo studente di fronte ad esercizi che rappresentano un momento di rielaborazione di materiale più о meno in via di assestamento e di assimilazione. (Questo processo di assestamento e di assimila- 0 zione è - come si sa - molto complesso e di differente durata da mdividuo a . individuo). j

4. - Ci si consenta ora di tornare sul verbo in modo da chiarire quanto abbiamo accennato al principio.

Si è accennato che preferiamo parlare nelle nostre lezioni di Parola Verbale anziché di ‘ verbo ’, secondo il modo tradizionale, che drammatizza esageratamente questo aspetto della lingua. | ^

Con l’espressione Parola Verbale s'intende dunque sdfammatizzare questa parte di lingua per trattarla alla stessa stregua di tutte le altre parole di cui una lingua si compone, in modo da inserire queste P. V. - sia pure con accorgimenti e cure speciali - nel contesto situazionale. 11 discente scoprirà a poco a poco le diverse componenti strutturali di suono in relazione ai diversi significati che la P. V. assume sia in relazione alla persona, sia al tempo.

Ecco dunque che le prime. P. V. nel libro appaiono, per quanto riguarda la scelta ed il loro inserimento, secondo una frequenza d’uso, come ogni altra parola. Vengono poi introdotte in parallelo di singolare e plurale, in modo da farle procedere secondo quello stesso andamento didattico applicato alle parole di altre categorie (nomi, articoli, aggettivi eòe.).

Забележка, Здраво книжно тяло, без попълвания, няколко страници в кафяви петънца в началото.

ст.


Допълнителни снмики

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